Soilwashing e Bonifiche

Descrizione generale
L’impianto di trattamento viene appositamente studiato per tutte quelle applicazioni industriali dove si presentano sequenze relative alla bonifica di terreni per mezzo di processi ad umido (soil washing).
L’impianto, in primis, assicura l’abbattimento dei solidi in sospensione, dei contaminanti inorganici (metalli pesanti e altri ioni) e dei contaminanti organici (idrocarburi, oli e simili) contenuti nelle acque di lavaggio, permettendo di ovviare al problema dell’approvvigionamento idrico, e, in secondo luogo, consente di ridurre quanto più possibile il volume dei fanghi di lavorazione, minimizzando problemi legati al trasporto e allo smaltimento degli stessi.
L’impianto viene fornito premontato e può essere installato in qualsiasi posizione, disponendo le apparecchiature secondo la logica che più si addice al sito prescelto.

Criteri di progettazione
Gli impianti vengono progettati in maniera tale da consentire un efficace trattamento dell’acqua in ingresso, compatibilmente con gli standard qualitativi richiesti per il lavaggio a ciclo chiuso degli inerti contaminati; grazie ad un’elevata innovazione tecnologica, gli impianti consentono di rimuovere tutti i contaminanti presenti nelle acque e di confinarli nei fanghi disidratati.
L’impianto viene dimensionato prevalentemente in funzione di:
- Portata d’acqua da trattare (m3/h);
- Concentrazione solido secco (limi) nella torbida (ton/h);
- Caratterizzazione della contaminazione (ppm);
- Curva granulometrica e abrasività delle particelle solide;
- Esiti dei test di laboratorio.

Processo di funzionamento
La sequenza delle operazioni avviene automaticamente, secondo una logica programmata, garantendo una semplice la gestione d’impianto e minimizzando gli interventi richiesti da parte dell’operatore:

  • 1^ Fase - Le acque di scarico provenienti dal lavaggio inerti contaminati, vengono inviate in una serie di vasche di reazione per la correzione del pH e per il condizionamento con reagenti chimici. A valle del trattamento chimico-fisico, le acque vengono convogliate in un sedimentatore statico a flusso verticale e, nel medesimo tempo, una pompa dosatrice immette nella tubazione di mandata dell’acqua torbida una soluzione di flocculante opportunamente dosata per la flocculazione dei solidi e dei precipitati metallici. Il risultato ottenuto è quello di avere all’interno del sedimentatore una rapida formazione di fiocchi di fango che precipitano nella parte conica, mentre l’acqua depurata viene scaricata dalla parte superiore e viene riutilizzata a ciclo chiuso dalle diverse utenze dell’impianto di lavaggio.

  • 2^ Fase - Il fango addensato nel cono del sedimentatore viene convogliato in un’apposita vasca di omogeneizzazione e, a valle di un condizionamento chimico dedicato, viene disidratato mediante filtro pressa a piastre. Il risultato del processo di filtrazione è la trasformazione di fango liquido addensato in fango solido, perfettamente palabile e privo di sgocciolamento.

Conclusione
L’acqua utilizzata nei processi di lavaggio e lavorazione degli inerti contaminati trasporta quantità variabili di solidi in sospensione.
Lo scarico incontrollato di queste acque torbide su suolo o in corpi idrici, provocherebbe fenomeni di inquinamento fisico, con conseguenze drastiche per l’equilibrio ambientale.
L’impianto di depurazione in oggetto ha permesso di ovviare a problemi di consumo delle risorse idriche, peraltro sempre più scarse, e d’inquinamento delle stesse, garantendo notevoli vantaggi sia dal punto di vista economico che da quello ambientale.

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